lunedì 30 marzo 2009

il TABELLONE del 30-3-2009

30mar1

Poche novità di rilievo rispetto alla scorsa rilevazione: il nuovo segretario del PD non fa recuperare consensi al partito, facendolo rimanere ai minimi storici registrati a fine febbraio, il PdL appare tonico sul 40% e il successo mediatico del congresso gli ha dato grande visibilità, non sfonda il movimento Sinistra e Libertà, mentre è prossimo alla soglia di sbarramento del 4% il cartello Rifondazione e Comunisti Italiani.

venerdì 20 marzo 2009

il TABELLONE del 21-3-2009

21mar

Da qualche settimana le case sondaggistiche hanno iniziato a rilevare i nuovi "cartelli elettorali" come Sinistra e Libertà (connubbio "europeo" tra SD, Verdi, MPS di Vendola e i Socialisti) e Rifondazione e Comunisti italiani, di conseguenza anche noi ci adeguiamo andandoli a monitorare come tali.

Nessuna novità di rilievo sul fronte dei partiti "storici" oltre che ad una leggierissima ripresa del PD grazie al nuovo segretario Franceschini, che sembra piacere di più rispetto a Veltroni; mentre sul fronte dei nuovi "cartelli" è da notare che ancora nessuno, secondo le rilevazioni a nostra disposizione, è in grado di superare la soglia del 4% prevista per la ripartizione dei seggi: infatti ne Sinistra e Libertà, ne Rifondazione e Comunisti Italiani vanno oltre il 3%. Una primavera senza sorprese, ma la campagna per le europee è ancora lunga,è ancora presto per dirlo.

lunedì 9 marzo 2009

il TABELLONE del 9-3-2009

9mar


Sta per iniziare la campagna elettorale per le Europee 2009 e il blog rinnova nei contenuti il suo Tabellone riassuntivo dei sondaggi con medie e grafici più immediati ed intuitivi.

Dopo la debacle Democratica della Sardegna e le conseguenti dimissioni di Veltroni, il PD risulta essere assai ridimensionato, tra il 23 e il 24 punti, esattamente 10 in meno rispetto alle scorse politiche. Al ridimensionamento Democratico è contrapposto un riposizionamento dei partitini di sinistra, PS compreso, che se sommati, supererebbero abbondantemento il 5%, ma chela loro frammentazione li porterà inevitabilmente fuori anche dal parlamento europeo. Molto tonico, invece, l'IDV di Antonio Di Pietro, ormai vicino alla doppia cifra, partito che il gossip politico vuole alleato con la nascente lista di Beppe Grillo, da sempre vicina all'ex magistrato. Passando al centro, l'UDC si rafforza drenando voti al PD, mentre è in leggiero calo il PdL, compesato però dalla Lega ormai oltre il 10%. Lo sbarramento al 4% da poco approvato dal parlamento porterà inevitabilmente a cartelli elettorali: le voci sono tante, ma come sempre, aspettiamo i fatti.

mercoledì 18 febbraio 2009

Elezioni Regionali in Sardegna - Risultati e Commenti

Dopo un lunghissimo spoglio, si sono concluse le elezioni regionali in Sardegna, che hanno portato alla presidenza l'azzurro Ugo Cappellacci, il quale ha battuto l'uscente Soru di ben 9 punti, mentre il divario tra le coalizioni ha superato i 18 punti a favore del centrodestra. Un risultato inatteso, sebbene il centrodestra fosse favorito, almeno a livello di liste, nessun sondaggista, nemmeno quelli vicino al Cavaliere, hanno immaginato una vittoria così schiacciante: tutti prevedevano una sfida all'ultimo voto, che non c'è stata.

Berlusconi, come dichiarato a urne chiuse, ci ha messo la faccia in queste elezioni, tanto che nel simbolo del candidato presidente era chiara la dicitura " Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente", sebbene il candidato fosse Cappellacci. Numerosissime sono state le apparizioni di Berlusconi durante la campagna elettorale, molto spesso mettendo in secondo piano il vero "competitor"; secondo alcuni analisti è stata una mossa sbagliata, l'indipendente e orgoglioso popolo sardo giela farà pagare, ha detto qualcuno, evidentemente sbagliando.

Il vero vincitore di queste elezioni è Silvio Berlusconi, il quale, solo col suo "appeal", ha portato alla presidenza della Sardegna lo sconosciuto e riservato Cappellacci, battendo il temuto e assai più conosciuto Renato Soru, che, sebbene perdente, ha arginato la sconfitta a "soli" 9 punti, poichè la coalizione che lo sostenava ha perso di oltre 18.

Un elezione locale si è trasformata in un autentico terremoto nazionale, sopratutto nel PD, portando Veltroni all'angolo, il quale resosi conto di una sconfitta enorme e assolutamente inaspettata (molti credevano nella vittoria in Sardegna di Soru che avrebbe rilanciato il PD), ha compiuto quello che qualsiasi segretario europeo avrebbe fatto: dimmettersi.

Come Termometro Politico il nostro compito è soprattutto commentare dati elettorali e i relativi flussi, quindi ecco un interessante griglia per raffrontare i risultati.


Raffrontando i dati tra elezioni regionali (2009/04) si nota come sia notevolmente cresciuta la coalizione di cdx, a fronte di una caduta notevole del csx e dei partiti non coalizzati; Il Pdl (nel 2004 era FI+AN) cresce notevolmente, pur perdendo 12 punti rispetto alle scorse politiche, come lo stesso PD, ma è una dinamica tipica dei grandi partiti perdere punti rispetto alle liste civiche nelle elezioni amministrative. Ma il vero boom l'ha avuto l'UDC che andando coalizzato col cdx ha quasi raddoppiato il risultato delle politiche, segno che il suo elettorato apprezza maggiormente essere alleato con Berlusconi che correre da solo. Il crollo su tutti i fronti è stato del PD che non solo perde quasi 12 punti rispetto alle politiche, dinamica simile è toccata al Pdl, ma anche 8 punti rispetto alle scorse regionali, dato così forte che ha spinto alle dimissioni il segretario del partito.

Sembra passata un eternità dal 11-2 delle regionali 2005, quando il cdx manteneva a stento 2 regioni e Berlusconi sembrava avviato verso il viale del tramonto. In questi anni il panorama politico nazionale è assai cambiato, inizia a cambiare anche quello regionale e locale, tradizionalmente terreno del csx e dei suoi alleati, oggi terra di conquista del cdx.

lunedì 9 febbraio 2009

Elezioni Regionali in Sardegna - Rush finale


Domenica prossima si celebreranno le elezioni regionali in Sardegna, i due maggiori contendenti, Renato Soru per il csx e Ugo Cappellacci per il cdx, si giocheranno su poche migliaia di voti la presidenza della regione. Infatti, secondo gli ultimi sondaggi effettuati dalle maggiori case sondaggistiche, con alcune distinzioni, i due candidati sarebbero esattamente alla pari, il classico "too close to call" americano; sebbene, come liste, il centrodestra sembrerebbe avanti di diversi punti. La Sardegna non è nuova, infatti, al voto disgiunto, anche nella scorsa tornata elettorale, Soru vinse col 50.2% contro il 45.8% delle liste a lui collegate, mentre il suo avversario Pili si fermò al 40.5% sebbene le sue liste arrivarono a ben il 44.2%. Analizzando lo storico, si nota subito come la differenza tra le liste nel 2004 si fermò all' 1.6%, contro ben il 9.7% tra due i candidati.

Tradizionalmente gli amministratori di centrosinistra hanno sempre avuto un maggior appeal rispetto alle liste a loro collegate, mai come il "caso Soru" del 2004, dove il voto disgiunto ebbe un vero boom. Ritornando al 2009, Soru sembrerebbe mantanere tale tradizione, infatti se fosse per le liste, non ci sarebbe partita: il centrodestra vincerebbe senza indugi; invece l'appeal dell'ex numero uno di Tiscali sembra dare qualche speranza e ossigeno ad un centrosinistra allo sbando, che a quasi un anno dalle politiche non si è ancora ripreso dalla sconfitta ed è logorato da guerre interne. Domenica la politica italiana gioca una partita importante: la vittoria di Soru sarebbe un brutto colpo per Berlusconi che tanto si è speso nella campagna elettorale, mettendo il vero candidato in secondo piano, errore madornale secondo i conoscitori del fiero popolo sardo, che tanto amano l'indipendenza, anche dei loro candidati locali. Non rimane che attendere lo scrutinio di lunedì prossimo, aspettando un risultato quantomai incerto.

martedì 3 febbraio 2009

Palermo - Roma solo andata, ma in Eurostar

Il 14 dicembre scorso è partito il servizio alta velocità di Trenitalia sulla dorsale Milano –Roma - Napoli, collegando Milano con la Capitale in 3.30’, che si ridurranno a 3h dal prossimo dicembre. Finalmente anche l’Italia ha una rete ad alta velocità, anche se con un ritardo di 10 anni rispetto ai progetti iniziali. E’ paradossale, però ,che con l’apertura della dorsale AV, le altre linee sono state penalizzate, specialmente quelle a sud di Napoli, dove gli Eurostar circolanti si sono dimezzati, poiché servono sulla AV, creando non pochi problemi agli abitanti del meridione. Sembrerebbe che TI si vergogni di mandare i suoi TAV sulle linee tradizionali, dove non possono dare il massimo, ma migliorano sensibilmente le percorrenze nelle stesse. Nello specifico un treno AV, l’Etr 600, sebbene sia atto ai 250 km/h, è dotato di un particolare dispositivo, detto tilting, che lo fa “pendolare”, ovvero inclinare in curva; sistema che migliora le prestazioni del convoglio del 15-20% rispetto ai treni tradizionali, sopratutto su linee tortuose.
La situazione è tragica se si scende in Sicilia, dove i collegamenti più veloci Roma - Palermo superano le 11h e non esistono Eurostar che la collegano. Sebbene un convoglio dotato di tilting, come l’Etr 600 ridurrebbe sensibilmente la percorrenza, con esso sarebbe impossibile attraversare lo Stretto: i treni normalmente vengono smezzati, poiché troppo lunghi e caricati sui traghetti. Le operazione di carico, scarico, montaggio e smontaggio durano un media 70’, mentre solo imbarco e sbarco durerebbe la metà. Il limite è che tutti i treni ad alta velocità, compresi i tiliting, sono bloccati e non smontabili ma soprattutto, essendo a trazione elettrica, non possono arrivare con mezzi propri ai ferryboat, ma trainati, operazione complicatissima per tali elettrotreni. Tutte queste complicazioni condannano la Sicilia a non avere servizi veloci con il continente, ma pochi sanno che altre nazioni, come la Germania hanno lo stesso problema, ma lo risolvono in maniera più efficiente. Infatti esistono collegamenti veloci tra Berlino e Copenhagen, i c.d. ICE, che attraversano un tratto di mare in traghetto, proprio come tra Messina e Reggio, ma i tedeschi hanno risolto il problema utilizzando gli ICE TD, piccoli gioielli di tecnologia, che hanno i pregi di andare oltre i 200kmh, essere tilting ma soprattutto di essere abbastanza corti da essere imbarcati interi nei ferryboat e con mezzi propri essendo diesel. Se TI utilizzassero tali convogli tra Roma e Palermo potrebbero sfruttarli al meglio: infatti tra Roma e Salerno andrebbero a 200 km/h fissi, essendo una AV, tra Salerno e Reggio, che al contrario di quanto si crede è un ottima linea, raramente si scenderebbe sotto i 160 km/h; lo stretto si affronterebbe in 40’, contro i 70’ attuali, tra Messina e Palermo si abbatterebbero i tempi potendo sfruttare appieno la nuova linea Messina - Patti, andando a 180 kmh, infine sfruttando il tilting sulla rimanente Patti - Palermo.
Se fosse mai implementata tale proposta, in 8h e 30’ si coprirebbe la distanza tra Roma e Palermo, senza alcuna modifica alle linee attuali. Basterebbe l’acquisto di 4 coppie per garantire 3 collegamenti a/r al giorno, più che sufficienti per coprire la domanda. I costo di tali convoglio è di 12 mln di euro, quindi con poco meno di 100 mln di euro d’investimento Trenitalia potrebbe tagliare di ben 3h la percorrenza di tale linea, rendendola assai competitiva e appetibile.

Tale costo sarebbe un inezia rispetto a quello del Ponte sullo Stretto, che dovrebbe aggirarsi sui 4 miliardi di euro, ma risolverebbe solo una piccola parte del problema: infatti il ponte permetterà un risparmio di tempo non solo ai treni, ma anche alle auto e ai camion, che rappresentano la maggior parte del traffico. A riguardo è da sottolineare che una società italiana, la Ponte di Archimede spa, sta realizzando in Cina un progetto rivoluzionario: la costruzione di un tunnel a mezz’acqua ancorato al fondale marino (il c.d. ponte di Archimede), che sfruttando il principio di Archimede, permetterebbe di attraversare bracci di mare anche molto profondi con costi nettamente inferiori ad altri sistemi, come ponti e tunnel sotterranei. Tale sistema, sebbene non sia mai stato sperimentato, avrebbe potuto collegare il centro di Messina col centro di Reggio Calabria senza dover passare dal punto più “stretto”, in quanto non risente della distanza coperta come un ponte, ma soprattutto sarebbe costato molto di meno e sarebbe stato un trionfo di tecnologia e idee tutte italiane, invece la Cina, avendo carpito l’importanza di tale innovazione, ci “ruberà” tale primato.


mercoledì 21 gennaio 2009

il TABELLONE del 21-01-2009



A un mese dall'ultimo aggiornamento, il quadro politico è notevolmente cambiato. I maggiori cambiamenti si sono avuti nel centro sinistra, infatti il PD è passato dal 30% al 26% di media, con picchi negativi del 23% (per mancanza di completezza il sondaggio di Mannheimer in questione non è stato inserito), anche lo stesso IDV , a seguito di indagini riguardanti membri del movimento, è calato notevolmente. Insomma tutta la coalizione guidata da Veltroni è in crisi. Da notare, invece, un graduale ritorno alla sinistra radicale di elettorato prima vicino al PD e all'IDV, facendo guadagnare alla coalizione "rossa" una posizione di netto migliormante rispetto alle scorse elezioni. Stabile, invece, la maggioranza, che rimane intorno al 50%, a fronte di un graduale aumento del UDC, ora ai livelli di aprile. La crisi economica non sembra aver intaccato l'esecutivo, mentre la "crisi morale" ha devastato come una tempesta i partiti di centrosinistra, anche quelli che si facevano paladini della giustizia, il cui elettorato è assai sensibile alla c.d. "questione morale".